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Gli immigrati in attesa di conoscere le loro sorti in un hotel del centro e pranzano e cenano in un ristorante vicino. Il motivo della rabbia dei profughi sarebbe proprio il cibo

La protesta dei libici

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Cinisello Balsamo, 17 gennaio 2012 – Protesta pacifica. Se ne vedono molte in questi giorni: se ne sente parlare sempre più spesso. I protagonisti della manifestazione andata in scena a Cinisello Balsamo ieri mattina sono sette profughi provenienti dalla Libia, che alloggiano in città. Intorno alle nove i sette ragazzi africani si sono seduti sulle rotaie della linea 31 — all’altezza dell’incrocio tra via Libertà, via Gorki e via Monfalcone — a due passi dalla Scuola civica di musica di via Martinelli.

Silenziosamente hanno estratto dai loro zaini uno striscione bianco su cui avevano dipinto in nero il motivo della loro protesta: «Non mangiamo da 16 giorni».Una protesta silenziosa e pacifica, appunto, che è però riuscita a dare voce allo sfogo dei profughi libici. Il gruppetto infatti è riuscito per quasi mezz’ora a bloccare il passaggio dei tram sulle rotaie: 25 minuti di blocco del traffico, prima dell’intervento delle forze dell’ordine che hanno spostato i profughi dalle rotaie e li hanno condotti al commissariato di via Cilea per i controlli e per farsi spiegare il motivo della loro azione dimostrativa.

Caos dunque in via Libertà, in un orario in cui i tram della 31 sono affollati di lavoratori e studenti diretti verso Milano, i quali hanno dovuto abbandonare i mezzi e proseguire a piedi. Per i nordafricani, che avevano esposto lo striscione che riportava una scritta in inglese sotto cui compariva anche una frase in un italiano stentato, è scattata la denuncia per interruzione di pubblico esercizio che comporta, in termini pratici, conseguenze sia a livello amministrativo (cioè pecuniario) sia sul versante penale.

I cittadini di Cinisello non hanno manifestato disappunto: qualcuno si è anche fermato per cercare di capire le motivazioni del gruppetto di manifestanti. In Italia da quasi un anno, i sette denunciati fanno parte di un gruppo di nove profughi provenienti dalla Libia e affidati all’ospitalità del Comune e delle associazioni di Cinisello Balsamo. Gli immigrati in attesa di conoscere le loro sorti — se potranno cioè conseguire lo status di rifugiati e ottenere così il permesso di soggiorno — alloggiano in un hotel del centro e pranzano e cenano in un ristorante vicino. Il motivo della rabbia dei profughi sarebbe proprio il cibo: dopo aver cambiato ristorante dal primo di gennaio, non gradiscono il trattamento e chiedono di poter avere un luogo dove cucinare in autonomia.

di Andrea Guerra

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